Etica e Scienza

 

Il lavoro: Fine di un modello o nuova era?
Etica fondamentale della scienza
Scienza coscienza conoscenza
XXI Secolo. Scienze, potenzialità, limiti

 

Il lavoro: Fine di un modello o nuova era? (scarica testo completo pdf)

L'argomento è di viva attualità: crisi del posto-lavoro, del posto-fisso, disoccupazione. Il volume analizza le cause e sviluppa soluzioni positive suggerite dalla dottrina sociale cristiana e rese possibili dalle nuove impostazioni emergenti in sociologia, economia, etica dei diritti umani ecc. I vari capitoli che le accostano e confrontano mostrano numerosi e articolati impegni, possibili nell'ambito personale, ecclesiale e civile.
È stato ideato, particolarmente, per aiutare e orientare studenti, giovani in formazione, nella ricerca del lavoro o già impegnati in esso. Si rivolge, perciò, a un vasto ambito di lettori (insegnanti, genitori, formatori, studenti, giovani, lavoratori, ma anche anziani e pensionati ecc.). Può servire pure per corsi scolastici o accademici (seminari, facoltà e studi teologici e filosofici). I suoi argomenti sono stati collaudati in conferenze e incontri con ascoltatori e pubblico di varie età e situazioni in scuole, circoli, movimenti ecclesiali, associazioni e Centri culturali, di grandi città e piccoli centri. Di qui le richieste di pubblicazione. Nella stesura si è tenuto conto, quindi, delle domande, discussioni e dibattiti ivi svolti.
Per questi motivi lo si è preferito breve, agile, essenziale. Lo stile è agevole, comprensibile, di alta divulgazione. I contenuti, seri e rigorosi, sono argomentati e documentati. I capitoli sono brevi e suddivisi in paragrafi per facilitarne la lettura frazionata, a più riprese. È dotato di un piccolo lessico interdisciplinare per spiegare i termini più tecnici. Le note abbondano, senza ridondanze. I volumi citati presentano la miglior letteratura accessibile sui vari argomenti, secondo i diversi gradi d'importanza e difficoltà, offrendo una bibliografia scelta e attuale.

 

Etica fondamentale della scienza (scarica testo completo pdf)

I problemi riguardanti scienza e tecnica da sempre complessi, sono oggi ancor più intricati. Agli inizi, theoria antica e scienza moderna erano modi di vedere la realtà. Poi le cose si complicarono. Quale era il vero fine: la verità o il sapere pratico? Puntando al vero, si rinuncia necessariamente all'utilità del sapere o alla sua efficienza e applicabilità? Perseguendo fini puramente pratici si rende strumentale la ragione? Perché, all'opposto, la tecnica degenera quando manca di finalità?
Altri pongono i problemi in termini un po' diversi. L'uomo, prima di essere sapiens è faber. Il comportamento pratico, con cui provvede alle esigenze della vita, precede la teoria. È la sua operosità intelligente che ne provoca la riflessione e la conoscenza teorica, poiché usando le cose ne comprende il significato. Esse, presentandosi come utensili, ci manifestano che il mondo è utilizzabile. Perciò la precomprensione della natura nasce con l'esperienza tecnica, che è una prospettiva, un modo di comprendere la realtà. Lo strumento che non funziona provoca la riflessione sul suo significato e su quello della natura. Il processo conoscitivo, quindi, subentra in seguito al processo pratico.
Comunque si veda la questione, scienza e tecnica vengono strettamente congiunte tanto che, oggi, di fronte ai crescenti sviluppi delle capacità tecnoscientifiche, molti chiedono un orientamento morale per entrambe. Alcuni, per la scienza, lo rifiutano. Pertanto mancano i fondamenti e i principi per un'etica generale dell'impegno tecnoscientifico. Le ragioni sono molte, non ultima, come accennato, la complessità dei problemi. Ci sembra, invece, che non manchino gli elementi utili per tale compito, quali: un articolato discorso storico e teoretico sulla scienza (epistemologia e storia della scienza); la ripresa di un appassionato dibattito sulla morale dopo una lunga eclissi (etica); un'esperienza di ricerca e discussione interdisciplinare su scienze particolari (bioetica).
Vi si aggiunge la domanda, sempre più urgente, di un'attività tecnoscientifica rivolta veramente al bene dell'umanità. Se si accetta tale richiesta, gli interrogativi che sorgono sono molti: la scienza non è già un'etica della conoscenza? ha ancora significato parlare di etica e soprattutto di etica della scienza? quali sarebbero i suoi contenuti? come e su quali basi elaborarli? da chi? Sono solo alcuni, ma ve ne sono molti altri. Il volume, per rispondervi, ascolta vari interlocutori: uomini di scienza, operatori scientifici, tecnologi, filosofi della scienza e dell'etica, teologi, moralisti, umanisti, persone di cultura, quanti aspirano a una scienza veramente a servizio dell'umanità. Dopo l'ascolto, occorre pure l'analisi critica delle diverse esigenze e proposte di: protagonisti diretti; esperti, persone consapevoli e interessate; quanti non si muovono a pieno agio negli intricati dedali dei problemi tecnoscientifici ed etico-morali.
Tre elementi hanno contribuito all'impostazione del libro. La selezione critica di un'immensa quantità di dati, che esigeva un delicato equilibrio fra analisi e sintesi. Il gran numero di temi e problemi, impossibili a trattare per esteso, senza identificare e focalizzare quelli di fondo. L'ampio pluralismo di proposte, sovente contrastanti, che ha richiesto un rigoroso discernimento, per una ricerca di possibili convergenze e percorsi comuni.

 

Scienza coscienza conoscenza (scarica testo completo pdf)

Da alcuni decenni, scienza e cultura ricevono crescente attenzione. Iniziò il Concilio Vaticano II con Gaudium et Spes (1965). Dieci anni dopo l'Unesco organizzò un colloquio "Scienza, etica, estetica" (1974) seguito, nel 1982, da una conferenza mondiale su "Le politiche culturali". Tuttavia, la prospettiva di questo volume è diversa e più specifica: analizza gli attuali rapporti fra scienze e cultura, per rimuoverne le difficoltà e valorizzare le immense potenzialità culturali della scienza, in una nuova cultura scientifica. A questo fine, sono state esaminate le interazioni fra i diversi aspetti della scienza, fra questa e i diversi saperi e, infine, fra i saperi e la cultura. Questa idea d'integrare positivamente la scienza nell'immenso patrimonio dell'umanità, come valore culturale costruttivo, può apparire ambiziosa. In realtà, esprime una necessità così urgente, da giustificare ogni sforzo. Lo ricordava a Ginevra Giovanni Paolo II, già nel 1982, agli scienziati del CERN: "la cultura scientifica non si oppone né alla cultura umanistica né alla cultura mistica".

 

XXI Secolo.Scienze, potenzialità, limiti (scarica testo completo pdf)

Due convinzioni presiedono al testo: fede e scienza sono i due maggiori doni di Dio all'umanità"; dopo quattro secoli di scienza moderna, manchiamo ancora di cultura tecnoscientifica, umanesimo scientifico ed etica dell'attività tecnoscientifica. Al fine di elaborarli: a) si analizza criticamente il pensiero delle scienze e sulle scienze; b) si ripensano i percorsi scientifici e non i soli risultati; c) si sviluppano prospettive culturali, umanistiche ed etiche della scienza. Nel XX secolo si superarono pregiudizi ideologici e scientisti che impedivano il dialogo fra saperi. Nel XXI secolo occorre: superare ulteriori malintesi e nuovi errori; focalizzare nuovi problemi emergenti; valorizzare gli strumenti concettuali e operativi già esistenti. Il testo sviluppa tutto ciò: analizzando un'ampia documentazione specializzata, multidisciplinare, internazionale; attingendo alla più aggiornata riflessione tecnoscientifica, epistemologica, filosofica, teologica ed etica. Lo scopo è orientare l'impegno tecnoscientifico al bene delle persone e dell'umanità.