Teologia e Scienza

 

 

Nuova evangelizzazione e cultura
Fede e cultura scientifica
Cultura tecnologica e speranza cristiana
Umanesimo scientifico e pensiero cristiano

 

Nuova evangelizzazione e cultura (scarica testo completo pdf)

L'autore si inserisce nella sollecitudine attuale della Chiesa di fronte alla "questione culturale" che sembra riproporre, per il secolo XXI, ciò che fu nel XX secolo la "questione sociale". I problemi sollevati da nazionalismi, conflitti etnico-culturali, inculturazione, transculturazione sono immensi. I limiti delle attuali culture sono evidenti. Le culture devono rinnovarsi. Ma come? Scienze umane e sociali mostrano che la conoscenza dei dinamismi culturali è essenziale per educare le persone, sviluppare le società, far convivere in pace popolie nazioni, far evolvere le coscienze. Gismondi, perciò, riprende le grandi affermazioni che il Concilio Vaticano II e Gaudium et Spes portarono profeticamente alla ribalta, ecclesiale e mondiale, collegandole alle antinomie, della cultura attuale e alle esigenze del dialogo interculturale. 
Muovendo dall'attuale insistenza sulla "nuova evangelizzazione", l'autore ritiene che, per essere veramente nuova, deba approfondire la consapevolezza dei suoi contenuti e metodi, ma soprattutto dei suoi rapporti intercorrenti con i dinamismi che presiedono alla crescente complessificazione culturale. Questo ci sembra un'importante concetto che struttura in modo coerente tutto il volume e si ritrova nella conclusione: "nuova evangelizzazione e rinnovamento culturale appaiono talmente collegati, da rendere l'evangelizzazione incompleta, senza un incisivo impegno al rinnovamento culturale, mentre un vero rinnovamento culturale appare problematico senza una nuova evangelizzazione" (pp. 244-245).
Poiché il volume ambienta le tematiche della nuova evangelizzazione e della cultura nell'incombente terzo millennio, le collega ai temi generali del rapporto tra fede, evangelizzazione, pensiero cristiano, cultura e culture, nell'epoca postmoderna. La scansione rigorosa dei capitoli facilita la comprensione dei contenuti.

 

Fede e cultura scientifica (scarica testo completo pdf)

Il volume affronta un argomento particolarmente delicato e difficile, poiché la "cultura scientifica" costituisce un fenomeno di vastità mondiale e uno dei problemi più rilevanti per l'umanità, per la chiesa e per la nuova evangelizzazione. L'autore si propone di analizzarlo in profondità, non solo  per giugere a una sua miglior comprensione ma, soprattutto per aprire la strada a un rapporto sereno e dialogico, veramente nuovo, fra la fede cristiana e gli aspetti più significativi della cultura scientifica. Giova sottolineare il taglio specifico del discorso, adottato nel libro. L'autore, infatti, provenendo da una più che trentennale frequentazione del problema, non nasconde la sua opposizione alla stessa dizione di "fede e scienza", che ritiene viziata in partenza da una serie di equivoci, non soltanto linguistici o lessicali.
Egli ritiene che un confronto diretto fede-scienza sia impossibile e inesistente. Il confronto avviene sempre fra "propsizioni e asserzioni" di duplice natura: scientifica e teologica. Pertanto egli sottolinea che occorre superare i vecchi schemi che orientando il rapporto in termini di fede-scienza, non potevano finire che nel ginepraio dei presunti "contrasti" o "concordismi".
La via da percorrere è decisamente un'altra, e consiste nel valorizzare il ricchissimo patrimonio di idee originali e di nuove opportunità elaborato dalla "riflessione della scienza" e, ancor più, dalla "riflessione sulla scienza" (epistemologia e storia della scienza) negli ultimi due secoli. Perciò analizza, dapprima, i contesti storico concettuali e le tematiche più generali della cultura scientifica, per passare, poi, agli aspetti più specifici concludendo, infine, con le implicazioni fondamentali del rapporto fra fede cristiana e cultura scientifica.

 

Cultura tecnologica e speranza cristiana (scarica testo completo pdf)

Il futuro tecnologico, dell'uomo e del mondo, è da tempo discusso con preoccupazione. Alcune proposte al riguardo sono divenute famose, come: il "principio speranza" di E. Bloch;  il "principio disperazione" di G. Anders e il "principio responsabilità" H. Jonas.
Bloch ha proposto una speranza esclusivamente terrena, mondana e immanente, che esclude totalmente ogni trascendenza. Anders vi ha contrapposto la sua disperazione, senza appello. Tra questi estremi impossibili, Jonas ha indicato una via di mezzo, la responsabilità etica, che dovrebbe congiungere etica universale e realismo politico.
La nostra proposta si distingue da queste. Si oppone alla presunta speranza blochiana, puramente immanente e di matrice marxista, che si consuma totalmente nel tempo presente e nell'orizzonte terreno, teoreticamente contraddittoria e confutata dalla storia. Si oppone al "principio disperazione" che pur confermando l'assurdità e impossibilità della proposta precedente, non costituisce alcuna proposta. Si distingue pure dalla  "responsabilità etica", di grande valore spirituale, etico e concettuale, perché il solo impegno etico, seppure indispensabile, appare insufficiente per un vasto compito essenzialmente culturale.
Formuliamo, perciò, la nostra proposta: rinnovare la cultura tecnologica e, nel suo ambito, la tecnologia. Questo rinnovamento è di natura culturale, umanistica, antropologica, etica sociale e teologale, per cui occorre la speranza cristiana escatologica, unita ai concreti impegni profetici ed etici e alle opere storico-socio-culturali che ne conseguono.
La nostra ricerca, quindi, muove dalla convinzione che i problemi attuali della tecnologia non vanno affrontati in prospettiva puramente tecno-scientifica, ma richiedono un ampio approccio culturale. Perciò la nostra rilettura delle analisi sulla tecnologia è riferita alla cultura tecnologica occidentale moderna, tenendo conto delle sue molteplici articolazioni: storiche, scientifiche, sociali, ideologiche, utopiche, antropologiche, umanistiche, filosofiche, teologiche ecc.
Perciò esaminiamo ciò che i maggiori esperti hanno espresso di positivo o negativo su queste tematiche, illuminandone i risvolti antropologici, storici, socio-culturali ed economici, che rendono la questione così complessa e intricata.

 

Umanesimo scientifico e pensiero cristiano (scarica testo completo pdf)

Credo di percepire segni sicuri dell’avviarsi di un processo di autoconoscenza dell’umanità civilizzata, fondato sui dati della scienza. Se questo processo, come è effettivamente possibile, si svilupperà e darà frutti, ciò comporterà l’innalzamento su un piano superiore delle apparizioni della cultura e dello spirito. Finora infatti nel nostro pianeta non si è mai dato il caso di un’autoanalisi riflessiva della cultura umana. Le nostre conoscenze scientifiche hanno appena scalfito la superficie della sua complessa totalità. Il nostro sapere sta in una relazione con la nostra ignoranza che, per essere espressa, richiederebbe l’uso di cifre astronomiche. Eppure credo che l’uomo, come specie, si trovi a una svolta della sua storia, e che già ora sussista potenzialmente la possibilità di procedere verso un imprevedibile sviluppo superiore dell’umanità.

Konrad Lorenz

 

Nel volume Fede e ragione scientifica abbiamo analizzato gli insuperabili limiti strutturali del razionalismo scientifico. Qui analizziamo gli elementi positivi dell’attività scientifica, emergenti dalla riflessione metodologica, epistemologica, storica e filosofica del XX secolo. Essi richiedono un impegno interpretativo difficile e non privo di insidie, che affrontiamo spinti dalla speranza cristiana, che guarda con rispetto e amore la scienza, intesa come specifico settore del lavoro umano. Riletti nella giusta prospettiva e nel loro insieme, tali elementi positivi consentono una giusta speranza di poter sviluppare quell’umanesimo scientifico e cultura scientifica, finora irrealizzati.

Tale compito è difficile, perché gli elementi positivi richiedono un lungo e difficile lavoro di approfondimento critico e di ricomposizione. Il presente volume cerca di sviluppare questo piano. Nei vari capitoli esaminiamo i nuovi approcci strutturali e sistemici alla finalità e alla complessità organizzata, emergenti in e da alcune scienze. Studiamo poi gli sviluppi di una conoscenza critica delle acquisizioni scientifiche, più rigorosa, immune da scetticismi e agnosticismi, aperta a tutte le domande pertinenti e capace di risposte veramente convincenti. Infine, esamineremo i risultati scientifici non come prodotti finali della ricerca, ma come itinerario umano, culturale e spirituale, con i suoi tentativi, fallimenti, insuccessi, errori, lacune e debolezze. Sono questi elementi, all’apparenza negativi, a consentire al pensiero scientifico di liberarsi da inveterati preconcetti e raggiungere sempre nuove comprensioni.

Ricerca storica, epistemologia e riflessioni filosofiche hanno accumulato un materiale prezioso che può aiutare le nuove generazioni di operatori scientifici a non leggere più in modo fideistico i “prodotti finali della ricerca”, ma a ripensare sempre le proprie ricerche. Dovranno, quindi, ispirarsi alle precedenti esperienze, rielaborandole criticamente e creativamente. Una nuova rilettura di alcuni aspetti del popperiano “terzo mondo” (o “mondo tre”) e di altre proposte può offrire spunti di soluzione ai problemi tuttora aperti sulla coerenza, continuità e discontinuità delle acquisizioni e scoperte scientifiche.